Pensione di invalidità: rileva anche la casa!

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Ai fini della verifica del requisito reddituale per poter beneficiare della pensione di invalidità, pari a euro 16.127 nel 2013, si deve considerare anche la casa di abitazione dell’avente diritto. Pensioni di invalidità: rileva anche la casa!

Lo ha stabilito la legge n.99 del 2013, articolo 10, che ha convertito il decreto lavoro n.76 del 2013.

A quale categoria di invalidi ha riguardo tale disposizione?

La novità riguarda gli invalidi civili aventi diritto alla pensione di inabilità (ossia gli invalidi civili al 100% e con reddito non superiore a 16.127 euro nel 2013).

La novità non riguarda gli invalidi di guerra, di lavoro o per servizio, i ciechi e sordomuti.

La legge n.99 è stata dunque recepita dall’Inps che con messaggio n.15968 del 2013, e fissa il principio secondo cui ai fini dell’accertamento della sussistenza del requisito reddituale per la concessione della prestazione di inabilità civile assume rilievo solo il reddito personale dell’invalido (l’anno scorso, invece, l’Inps con circolare n.149/2012 aveva sancito il principio secondo cui si doveva prendere in considerazione anche il reddito del coniuge, ma a seguito delle proteste l’Istituto ha fatto marcia indietro in attesa di una  modifica normativa che è giunta appunto con la legge 99/2013).

La legge 99 succitata, oltre a fissare il principio secondo cui rileva solo il reddito dell’invalido, ha aggiunto la novità secondo cui il “limite di reddito per verificare il titolo alla prestazione dell’inabilità è valutato in riferimento al reddito agli effetti dell’Irpef”, ossia si valuta anche la casa.

La novità ha efficacia dal 23 agosto 2013 e riguarda anche le domande di pensioni di inabilità in relazione alle quali non sia ancora intervenuto un accertamento definitivo e riguarda i procedimenti giudiziali non ancora conclusi con sentenza definitiva alla data del 23 agosto.

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