Sì all’Ape Sociale e pensione per precoci per chi ha aderito all’incentivo all’esodo

Sì all Ape Sociale per chi ha aderito all’incentivo all’esodo

Con messaggio n. 4192 del 24.11.2023 l’Inps ha fornito chiarimenti ed indicazioni sulla possibilità, per i lavoratori disoccupati che hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro durante la pandemia, di accedere alla pensione anticipata per i lavoratori precoci e all’indennità di APE sociale.

In pratica, chi è stato ammesso alla Naspi potrà accedere anche all’Ape sociale o alla pensione anticipata per i cd. Precoci (41 anni di contributi), al termine della disoccupazione indennizzata,

Risoluzione Consensuale rapporto di lavoro

I chiarimenti riguardano la possibilità prevista dall’articolo 14, co. 3, del dl n. 104/2020 (cd. decreto agosto) che ha permesso dal 15 agosto 2020 al 31 marzo 2021 (in deroga al divieto di licenziamento per motivi economici) di risolvere consensualmente il rapporto di lavoro con un incentivo all’esodo, in presenza di un accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Pertanto, ai lavoratori che hanno aderito al suddetto accordo è stata riconosciuta la Naspi (l’indennità di disoccupazione indennizzata) diritto che di norma non spetta nei casi di risoluzione consensuale. Il termine poi è stato prorogato al 30 giugno 2021 (al 31 dicembre 2021 per alcuni settori) come illustrato nella Circolare Inps n. 180/2021.

Tale possibilità ha avuto come il fine quello di bilanciare il divieto di licenziamento per motivi economici previsto dalla normativa anticovid per tutti i datori di lavoro del settore privato (a prescindere o meno dalla fruizione della CIG COVID-19). Nulla però era stato stabilito con riguardo alla possibilità per gli interessati di servirsi degli scivoli pensionistici introdotti dalla legge n. 232/2016 al termine della Naspi. Scivoli che prevedono tassative ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro per coloro che accedono ai benefici in qualità di disoccupati.

Pertanto, sulla base di una interpretazione sistematica ed evolutiva delle norme in questione, l’Inps spiega, che ai medesimi lavoratori, una volta terminata la Naspi, spetta pure, in presenza dei rispettivi requisiti, l’Ape sociale (63 anni e almeno 30 anni di contributi) e il beneficio della pensione anticipata con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci.

Riesame delle domande

Per tutto ciò, si legge nel messaggio Inps, le domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso alla pensione anticipata per i lavoratori precoci e all’indennità di APE sociale di nuova presentazione, nonché quelle pendenti, saranno quindi accolte mentre le domande già respinte dovranno essere riesaminate, sempreché non sia intervenuta una sentenza passata in giudicato con esito sfavorevole per il richiedente.

Pensione anticipata precoci

Il Messaggio precisa, infine, che l’accesso alla pensione anticipata con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci, in qualità di disoccupati, spetta anche nelle ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro per “mancato superamento del periodo di prova” e per “cessazione dell’attività aziendale” al pari di quanto previsto in materia di accesso all’Ape Sociale.

Anche per questa categoria, inoltre, occorre accertare lo stato di disoccupazione consultando i competenti centri per l’impiego. Questa condizione (stato di disoccupazione) si considera soddisfatta nei confronti dei soggetti che rilasciano la DID e che, alternativamente, non svolgono attività di lavoro autonomo o dipendente, oppure sono lavoratori con un reddito da lavoro dipendente o autonomo corrispondente a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (cioè un reddito non superiore a 8.145€ per i dipendenti o 4.800€ per gli autonomi).

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