Indennità congedo disabili: vi rientra tredicesima e quattordicesima

Indennità congedo disabili: vi rientra tredicesima e quattordicesima

Con il messaggio n. 30 del 4 gennaio 2024 l’Inps fornisce precisazioni, anche a seguito delle richieste di chiarimenti pervenute, con riguardo ai criteri di computo della tredicesima e della quattordicesima mensilità nel calcolo dell’indennità per il congedo straordinario.

L’INPS chiarisce, pertanto, che chi gode del congedo straordinario per assistere un familiare disabile ha diritto a un’indennità quasi piena; cioè, l’indennità corrisponde alla retribuzione ricevuta nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, calcolata con riferimento alle voci fisse e continuative, incluso il rateo di tredicesima mensilità, nonché le altre eventuali mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi, etc. Restano esclusi solamente gli emolumenti variabili della retribuzione, quali, ad esempio, quelli collegati alla presenza al lavoro.

Cos’è il congedo straordinario?

Il congedo straordinario è un periodo di assenza dal lavoro, retribuito, concesso ai lavoratori dipendenti per assistere i propri familiari con disabilità grave.

L’indennità per il congedo straordinario (D.LGS. 151 2001) è anticipata dal datore di lavoro, che la recupera tramite conguaglio con i contributi che deve versare all’INPS. L’indennità è corrisposta ai lavoratori dipendenti del settore privato, nella misura dell’ultima retribuzione percepita e cioè quella dell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, esclusi gli emolumenti variabili della retribuzione.

Secondo il messaggio Inps l’indennità relativa ai periodi di congedo straordinario (articolo 42, comma 5, Dlgs 151/2001) per assistenza a familiari disabili in situazione di gravità comprende quindi anche i ratei di tredicesima e quattordicesima.

Va notato che l’esatto contrario era stato invece affermato dalla sentenza del Tribunale di Roma n. 5213 del 5 giugno 2022 secondo cui la tredicesima e quattordicesima non vanno calcolate.

Precisazioni INPS 2024 su indennità di congedo straordinario

L’Inps afferma che l’articolo 42 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, così come modificato dall’articolo 4 del decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 119, delimitando l’indennità ai soli compensi fissi e continuativi esclude solo gli elementi variabili come quelli collegati alla presenza.

La tredicesima (c.d. gratificazione) ha nel tempo assunto diverse caratteristiche poiché, oltre a essere un emolumento fisso e ricorrente, non essendo più legato a fattori eventuali quali la meritevolezza, viene corrisposta in un determinato periodo dell’anno a tutti i dipendenti pubblici e, in forza della normativa contrattuale collettiva, ai dipendenti privati.

Anche il Consiglio di Stato, Sez. VI, 2 settembre 1987, n. 658  si è pronunciato sulla natura della tredicesima mensilità,  affermando che costituisce oggi un emolumento corrente fisso di natura non diversa dello stipendio.

Allo stesso modo si è espresso il Ministero dell’Economia e delle finanze ritenendo “il rateo di tredicesima quale voce fissa e continuativa maturata mensilmente e come tale computabile nella base per il calcolo del congedo straordinario ” (cfr. il messaggio NoiPA/M.E.F. n. 077/2014 del 13 giugno 2014).

Di conseguenza, si legge nel messaggio Inps, durante il periodo di congedo straordinario il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione che precede il congedo stesso, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento (comprensiva del rateo della tredicesima mensilità, nonché delle altre mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi, ecc.), esclusi gli emolumenti variabili della retribuzione. Il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa.

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