Prospetto informativo disabili 2024: invio entro il 31 gennaio

Prospetto informativo disabili 2024: invio entro il 31 gennaio

Entro il 31 gennaio 2024 deve essere inviato il prospetto informativo disabili.

Chi sono i soggetti obbligati all’invio del prospetto informativo?

Sono i datori di lavoro, pubblici e privati, soggetti alle disposizioni della legge 68/1999 (collocamento mirato) che hanno al loro interno dai 15 dipendenti in su.

Nel caso in cui l’azienda non procede alla data prestabilita, è soggetta ad una multa che aumenta per ogni giorno di ritardo.

In particolare, le aziende che hanno una quota riservata alle assunzioni di persone con disabilità, per essere in regola con la legge, devono inviare entro il 31 gennaio di ogni anno un documento chiamato appunto prospetto informativo disabili; tale obbligo vige però solo in caso di variazione del numero di dipendenti rispetto all’anno precedente, tali da modificare l’obbligo. Tale autocertificazione ha la finalità di condividere le informazioni aziendali con l’ufficio di collocamento mirato per attuare quanto previsto dalla normativa in materia.

Cosa devono fare le aziende per essere in regola?

Partiamo col dire che il prospetto informativo disabili (art. 3 del Decreto ministeriale 2 novembre 2010) è una specie di fotografia della situazione occupazionale dell’azienda, che si riferisce al 31 dicembre dell’anno precedente. Nel documento l’azienda indica la propria situazione rispetto agli obblighi di assunzione di personale disabile e/o appartenente alle altre categorie protette, insieme ai posti di lavoro e alle mansioni disponibili.

Nel prospetto informativo il datore di lavoro deve indicare:

– il numero totale dei lavoratori dipendenti

– il numero e il nominativo dei lavoratori già occupati nella quota di riserva (lavoratori con disabilità)

– eventuali posti di lavoro e mansioni disponibili per tale categoria di lavoratori.

Sono obbligate all’invio del prospetto informativo disabili le aziende con almeno 15 dipendenti nell’ipotesi in cui ci sono state variazioni nella situazione occupazionale che hanno comportato cambiamenti nella base occupazionale tali da modificare l’obbligo o che hanno inciso sul computo della quota di riserva.

Si ricorda che la quota di riserva è proporzionata al numero dei dipendenti e prevede l’occupazione di:

– 1 lavoratore disabile, se l’azienda occupa da 15 a 35 dipendenti a tempo indeterminato;

– 2 lavoratori disabili, se l’azienda occupa da 36 a 50 dipendenti a tempo indeterminato;

– 7% dei lavoratori occupati, se l’azienda occupa più di 50 dipendenti a tempo indeterminato.

Il calcolo della quota di riserva

Secondo la normativa vigente, i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle proprie dipendenze un certo numero di lavoratori con disabilità, in misura proporzionata alle dimensioni dell’azienda, in base ai criteri definiti dalla Legge per la determinazione della quota di riserva. Quindi per quota di riserva s’intende il numero di posti riservati ai lavoratori con disabilità, che ogni azienda è obbligata ad assumere. Tale numero viene calcolato sulla base della quota totale dei lavoratori presenti (base di computo).

Quali lavoratori rientrano nella base di calcolo della quota di riserva?

Nella quota di riserva sono computati tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, nonché i lavoratori già riconosciuti disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, che abbiano una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60% o minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al T.U. delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915 (come modificato dal D.Lgs. n. 865/2016), o con disabilità intellettiva e psichica, con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dagli organi competenti (art. 4, comma 3-bis della legge n. 68/1999).

Quali sono invece quelli esclusi nella base di calcolo della quota di riserva?

Non sono computabili nella quota di riserva:

  • i lavoratori disabili, occupati, assunti ai sensi della stessa Legge n. 68/1999
  • i lavoratori disabili occupati, non assunti per il tramite delle strutture del collocamento obbligatorio
  • i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a 6 mesi,
  • i soci di cooperative di produzione e lavoro,
  • i dirigenti,
  • i lavoratori assunti con contratto di inserimento,
  • i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore (salvo quanto disposto dall’art. 34, comma 3, del Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81),
  • i lavoratori assunti per attività da svolgere all’estero, per la durata di tale attività,
  • i soggetti impegnati in lavori socialmente utili,
  • i lavoratori a domicilio,
  • i lavoratori che aderiscono al programma di emersione (art. 1, comma 4 bis, L. 18 ottobre 2001, n. 383), ferme restando ulteriori esclusioni previste dalle discipline di settore (art. 4, comma 1).

Si ricorda che gli obblighi di assunzione sono sospesi nei confronti delle imprese in crisi.

Invio prospetto informativo e sanzioni per mancato invio

Il Prospetto informativo disabili deve essere inviato in via telematica, tramite il sistema informatico nel portale del Ministero del Lavoro, loggandosi con SPID o CIE,  e compilando un modulo online, accreditandosi con le modalità indicate da ciascuna Regione e Provincia Autonoma nella quale avviene l’adempimento.

Le aziende che non inviano il prospetto informativo entro il 31 gennaio di ogni anno sono sanzionate con una multa  di € 702,43. Multa che aumenta per ogni giorno di ulteriore ritardo di € 34,02.

Informazioni su Avv. Nadia Delle Side 686 Articoli
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