Chi assiste un familiare con disabilità ha diritto alla pensione anticipata?

Pensione anticipata per assiste un familiare con disabilità

Il Caregiver, ossia chi assiste un familiare bisognoso di assistenza in quanto affetto da una malattia cronica, da disabilità o comunque da una condizione di non autosufficienza, può lasciare il lavoro prima rispetto alla pensione di vecchiaia.

Ma per fare ciò è comunque necessario che il lavoratore che assiste il familiare con disabilità abbia versato un certo numero di contributi e questo non sempre è possibile. Il Caregiver che assiste una persona con grave handicap, infatti, è costretto a conciliare il lavoro con la cura e l’assistenza e spesso è addirittura costretto a lasciare il lavoro per poter garantire adeguato aiuto al familiare.

In tal modo purtroppo chi assiste il familiare disabile si ritrova a non avere i contributi necessari per poter pensionarsi in anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. E questo è uno dei casi in cui il pensionamento anticipato diventa necessario, specie quando con l’avanzare dell’età non si riesce più a sopperire a impegni lavorativi e di cura.

Chi assiste un familiare con disabilità ha diritto alla pensione anticipata?

Quindi, da questo punto di vista si può agevolmente affermare che nella realtà dei fatti la normativa non prevede una forte e adeguata tutela dei Caregiver la cui tutela dei diritti risulta tutt’oggi molto difficoltosa sotto diversi punti di vista, tra cui sicuramente quello riguardante l’accesso al lavoro, la tutela previdenziale e i contributi pensionistici.

Detto ciò, va chiarito che non esiste una specifica norma che preveda il pensionamento anticipato del Caregiver, tuttavia, in presenza di determinati requisiti, le uniche due misure che ad oggi permettono a chi assiste un familiare con handicap grave di andare in pensione anticipatamente sono: l’Ape sociale e la quota 41 precoci.

APE SOCIALE PER I CAREGIVER FAMILIARI

L’Ape sociale è un’indennità a carico dello Stato, erogata dall’INPS, che spetta a soggetti in determinate condizioni che abbiano compiuto almeno 63 anni di età, abbiano almeno 30 anni di contribuzione e che non siano già titolari di pensione in Italia o all’estero. L’Ape sociale riguarda i lavoratori dipendenti sia pubblici che privati, gli autonomi e i parasubordinati con la sola esclusione dei liberi professionisti iscritti presso le relative casse professionali.

L’APE Sociale è corrisposta, a domanda, ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata.

Il lavoratore che assiste un familiare con disabilità può chiedere l’Ape sociale in presenza delle seguenti condizioni:

  • che assista da almeno 6 mesi il coniuge, la persona dell’unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (art 3, comma 3).
  • oppure che assista da almeno 6 mesi un parente o un affine di secondo grado convivente allorché i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

La possibilità di pensionamento del Caregiver con l’Ape sociale è in scadenza il 31.12.2022, per cui il lavoratore che non perfeziona tutti requisiti entro tale data non potrà accedere al beneficio.

QUOTA 41 PER I CAREGIVER FAMILIARI

I Caregiver, ossia coloro che assistono un familiare con disabilità grave, possono altresì accedere a pensione anticipata per lavoratori precoci, introdotta stabilmente dal 2021, ma questa richiede almeno 41 anni di contributi di cui 12 mesi accantonati prima dei 19 anni di età.

Si tratta, infatti, di un pensionamento riservato solamente ad alcuni profili di lavoratori precoci. Se non si rientra nei lavoratori precoci non può essere utilizzata. Oltre a questo, poi, richiede 41 anni di contributi e di assistere da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104.

Inoltre, mentre l’APE sociale prevede l’uscita per chi ha compiuto almeno 63 anni di età, la Quota 41 precoci consente invece l’uscita anticipata dal lavoro a prescindere dall’età.

RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)

Vale la pena ricordare che i Caregiver, coloro che si prendono cura di un familiare con disabilità grave,  che siano iscritti ad un fondo Previdenziale integrativo hanno la possibilità di andare in pensione con 5 o 10 anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia e con 20 anni di contributi, accedendo alla RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata). Attenzione, però, non si tratta di una pensione erogata dall’INPS, ma appunto dal Fondo Previdenziale integrativo al quale il lavoratore deve essere iscritto. Della RITA ne abbiamo parlato in questo articolo: Pensionamento del Caregiver che assiste un familiare con handicap grave.

Quindi, se il lavoratore che assiste il familiare con handicap grave non rientra nei requisiti dell’Ape sociale e in quelli della Quota 41, a oggi, purtroppo non può ricevere i benefici riservati dall’ordinamento ai soggetti caregivers.

Da qui l’urgenza di una normativa  che tuteli in maniera concreta i diritti dei Caregivers e ne riconosca l’effettivo valore e funzione sociale non è più rinviabile.

 

 

 

Informazioni su Avv. Nadia Delle Side 604 Articoli
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