Reversibilità anche ai nipoti maggiorenni inabili (circolare Inps 64/2024)

Reversibilità anche ai nipoti maggiorenni inabili

Con la circolare n. 64 del 7 maggio 2024 l’Inps recepisce la sentenza della Corte Costituzionale n. 88/2022 che aveva stabilito che la pensione di reversibilità spetta anche ai nipoti maggiorenni orfani e inabili al lavoro dei quali risulti provata la vivenza a carico dei nonni.

Pertanto, l’Inps dà l’ok alla corresponsione della reversibilità ai nipoti maggiorenni orfani e inabili al lavoro se erano a carico dei nonni al momento della morte.

Ciò significa che le domande che erano state già presentate ed eventualmente respinte potranno essere riesaminate su richiesta degli interessati, a meno che il diritto non sia stato negato con sentenza passata in giudicato.

Il caso

Si ricorda che la Cassazione ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 38 del dpr n. 818/1957 nella parte in cui non include, tra i beneficiari della pensione ai superstiti, anche i nipoti maggiorenni orfani e inabili al lavoro dei quali risulti provata la vivenza a carico degli ascendenti.

La Corte aveva osservato, infatti, che non sono ammissibili discriminazioni rispetto al nipote orfano minorenne nei confronti del quale la stessa Corte Costituzionale aveva accertato (sentenza n. 180/1999) il diritto alla pensione ai superstiti dei nonni. Secondo la Corte anche il legame tra nonne e nipote maggiorenne orfano e inabile dev’essere ritenuto meritevole di tutela al pari del legame tra nonno e nipote minorenne.

Per effetto della suddetta pronuncia, l’Inps precisa che anche i nipoti orfani maggiorenni dichiarati inabili al lavoro hanno diritto, in caso di morte dei nonni, alla pensione ai superstiti a patto che siano a carico degli stessi. Per pensione ai superstiti s’intende sia la pensione di reversibilità (spettante in caso di morte di un soggetto pensionato) sia della pensione indiretta (spettante in caso di morte di un lavoratore che abbia maturato almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 nel quinquennio antecedente la data del decesso).

Vivenza a carico

Si ricorda che il superstite è considerato a carico del pensionato se sussistono entrambe le seguenti condizioni:

  • non autosufficienza economica: il reddito individuale del superstite non deve superare l’importo del trattamento minimo della pensione maggiorato del 30%. In caso di superstite inabile coniugato ai fini della verifica del requisito del carico devono essere anche valutati gli eventuali redditi del coniuge;
  • mantenimento abituale: è presunto se il superstite conviveva con il defunto al momento della sua morte; se invece non conviveva bisogna provare che il dante causa concorreva in maniera rilevante e continuativa al mantenimento del superstite

Riliquidazione

L’Inps nella circolare chiarisce che le nuove domande e le pensioni giacenti saranno trattate automaticamente secondo i nuovi criteri.

Le domande di reversibilità dichiarate respinte potranno invece essere riesaminate su richiesta degli interessati a patto che il diritto non sia stato negato con sentenza passata in giudicato. Agli interessati saranno riconosciuti anche gli arretrati nei limiti della prescrizione quinquennale.

Infine, l’Inps chiarisce che dalla riliquidazione potrebbe scaturire una riduzione del trattamento pensionistico (ad esempio in caso di concorso del coniuge e/o dei figli del dante causa) o la sua revoca (nel caso, ad esempio, di fratelli o sorelle) nei confronti di eventuali altri superstiti.

Le somme riconosciute (indebitamente) non formeranno, tuttavia, oggetto di ripetizione da parte dell’Inps, salvo il caso del dolo del percettore.

Circolare INPS n. 64/2024

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