Anticipare la pensione con un’invalidità almeno del 75%

Anticipare la pensione con un’invalidità almeno del 75

I lavoratori con un’invalidità uguale o superiore al 75% possono richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa e quindi anticipare così la pensione.

Cosa significa poter contare su due mesi di contribuzione figurativa?

Significa che al lavoratore invalido, con percentuale pari o superiore al 75%, verrà accreditato un ulteriore periodo contributivo (per tutto il periodo in cui avrà lavorato come invalido) che si somma a quello già versato.

Infatti, la Legge n. 388 del 23 dicembre 2000 (articolo 80, comma 3) consente a tutti i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, ai quali è stata riconosciuta un’invalidità pari o superiore al 75% di richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di DUE MESI di contribuzione figurativa (la cosiddetta maggiorazione contributiva).

Come funziona la maggiorazione contributiva per invalidità superiore al 74%?

Il beneficio dei contributi figurativi riconosce al lavoratore 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno di lavoro fino ad un massimo di 5 anni. Questo significa che il lavoratore può contare su contributi figurativi in più, da sommare ai contributi effettivi che già ha, in modo da poter anticipare la pensione.

I contributi figurativi sono utili, sia ai fini del DIRITTO alla pensione che alla determinazione della MISURA della pensione. Tutto dipende dal sistema di calcolo della pensione.

Per cui, per le pensioni soggette al calcolo contributivo, questa maggiorazione è utile SOLO ai fini del DIRITTO alla pensione (non anche ai fini della misura della pensione), ossia grazie ai 2 mesi di contribuzione figurativa in più ALL’ANNO è possibile raggiungere prima il numero dei contributi richiesti per arrivare a qualsiasi tipologia di pensione. Ma, attenzione, non è possibile in alcun modo sottrarre l’età per il contributo anagrafico, cioè non si possono scalare i 5 anni di contributi figurativi dai 67 anni anagrafici necessari per accedere alla pensione di vecchiaia, andando quindi in pensione ad un’età minore di quella richiesta.

Invece, per le pensioni soggette al vecchio sistema retributivo, la maggiorazione contributiva è utile anche ai fini della MISURA della pensione (cioè, la maggiorazione è utile per aumentare l’importo della pensione).

Per quali periodi è riconosciuta la maggiorazione contributiva?

La maggiorazione contributiva è riconosciuta soltanto per periodi di attività lavorativa svolti in concomitanza con il possesso di un’invalidità superiore pari o superiore al 75%. Ciò comporta che nel caso una persona abbia iniziato a lavorare nel 2000 con un’invalidità superiore al 74%, la maggiorazione decorre da quella data e per i soli periodi in cui si è svolta attività lavorativa.

Diversamente, se il lavoratore è stato riconosciuto invalido dopo l’inizio del rapporto di lavoro, avrà diritto alla maggiorazione contributiva solo a partire dalla data del riconoscimento dell’invalidità pari o superiore al 75%. Se poi il lavoratore è invalido, ma per un certo periodo non ha lavorato, quel periodo di mancato svolgimento dell’attività lavorativa non può essere conteggiato nel calcolo.

Detta maggiorazione contributiva non spetta per i periodi coperti di contribuzione volontaria, figurativa o derivante da riscatto non collegata ad attività lavorativa.

L’attribuzione del beneficio dei contributi figurativi è subordinata alla presentazione di apposita DOMANDA da parte degli interessati o dei loro superstiti, al momento della liquidazione della pensione o del supplemento, corredata di idonea documentazione (Circolare Inps. n.29 del 30.01.2002).

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